Quello che la morte di Robin Williams mi ha ricordato.

 

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Tempo di lettura di questo post circa 3′ 30″.

Ci ho pensato molto prima di scrivere questo post. Un po’ perchè non sapevo se riprendere a scrivere sul mio blog, un po’ perchè mi sono chiesto se era la morte di Robin Williams il tema da cui ripartire… Alla fine, visto che stai leggendo queste righe, hai capito qual’è stata la mia decisione!

MI SONO PERSO UN PEZZO!

Questo è quello che mi sono detto quando ho saputo della morte di questo grandissimo attore! Deve essermi sfuggito qualcosa, come puoi interpretare un persoanggio come quello del Professor Keating ne “L’attimo fuggente” e non interiorizzare dentro di te alcuni insegnamenti che questo personaggio ti ha trasmesso?!? Ci sono state sessioni di Coaching con i miei clienti negli ultimi mesi che mi hanno insegnato molto, intuizioni che sto sviluppando e mettendo in pratica ora nella vita di tutti i giorni, perchè lui no? E così mi sono messo a riflettere e ricordare una cosa… anzi, due!

LA BRACE DENTRO DI LUI CHE CONTINUAVA A BRUCIARE

Il commento più diffuso che ho sentito sulla tragica scomparsa è stato “Ma come ha potuto? Aveva fama, soldi, riconoscimenti di ogni genere”, e proveniva da un’ottima famiglia benestante aggiungo io, il padre era un pezzo grosso della Ford… Eppure, leggendo un po’ la sua storia personale, ho scoperto che aveva molte cose irrisolte dentro di sè, da piccolo era spesso solo, ha dovuto inventarsi delle voci, dei personaggi per alleviare questo disagio, è stato vittima di atti di bullismo da parte dei compagni di scuola e questo lo faceva sentire ancora più solo. Poi andando avanti nella sua vita ed impegnandosi a fondo è arrivato il successo planetario, eppure l’alcohol, la droga sono state sue compagne costanti della vita. Erano per lui medicazioni per le cose che anni prima gli avevano fatto molto male, e che evidentemente non era mai riuscito davvero a medicare, non era mai riuscito a risolverle, ma erano li, dentro di lui che bruciavano ed alimentavano questa sua costante depressione, questo suo malessere, questo suo “black dog”, come appunto una brace che non si spegneva mai, nonostante i soldi e la fama e per questo continuava piano piano a consumarlo.

ORMAI UN CAMBIO DI IDENTITA’ NON BASTA PIU’

Robert Dilts credo abbia dato un contributo significativo alla PNL sviluppando i livelli logici o livelli di pensiero (AMBIENTE-COMPORTAMENTO-CAPACITA’-CONVINZIONI-VALORI_IDENTITA’-SPIRITO) in pratica, questo modello sostiene che il cambiamento dei livelli alti, modifichi i livelli più bassi. Per fartela breve e banale, se sei scontento di te stesso (IDENTITA’) e vai alle Maldive (Cambio di AMBIENTE) sarai contento per un po’ ma poi… è probabile che tutto tornerà come prima. Il fatto è che più si va in alto in questa Società, e diventi come nel caso di Robin Williams una persona ricca e famosa, più hai bisogno di lavorare sui livelli più alti, come l’ Identità o lo spirito… Io non so se Robin Williams avesse lavorato sulla sua Identità negli anni della sua crescita professionale e personale, se dicesse quindi alle persone, “faccio l’attore” o “sono un attore”, o se dentro di sè pensasse ancora “sono un bambino solo”… e putroppo questo ormai non lo sapremo più.

ANDARE AD UN LIVELLO ANCORA PIU’ ALTO

Penso che con il suo potenziale, personale e materiale, avrebbe potuto certo fare qualcosa di più, aiutare le persone, creare associazioni, formare giovani e promettenti attori e molto altro. Questo è quello che rientra nel livello “SPIRITO” chiamato anche lo scopo più alto, quello che ti permette a quel punto di sanare tutte le tue ferite, di tenere duro ancora un po’, di sentirti davvero contento della tua vita e di chi sei, perchè quando hai firmato 1 milione di autografi, hai comprato un castello in scozia, una casa alle Hawaii, viaggi in aereo privato e bevi champagne, o fai quello che vuoi tu… la mia domanda è una sola… Hai trovato un senso alla tua vita? Purtoppo sappiamo ormai tutti quale sia stata la sua risposta…

Buon Week end!

Riccardo.

 

 

 

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Non guardare (sempre) indietro!

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Durante il week end, ho avuto modo di parlare con diverse persone a proposito del passato.

In particolare ieri mattina ero con una persona, una persona per me molto importante, con la quale mi confronto spesso per vedere le situazioni da una prospettiva diversa, soprattutto quando sono situazioni che mi coinvolgono a livello personale e per le quali fatico ad essere obiettivo.

La nostra Storia

Il passato nella vita delle persone è un qualcosa di davvero importante, è la storia di ognuno di noi. Io sono stato fortunato in merito a questo tema. Ho avuto due splendidi genitori che mi hanno sempre detto: “Guarda avanti” e credetemi, è davvero un buon consiglio, perchè ti evita di soffermarti troppo su quello che è stato, su CHI sei stato, e porta l’attenzione su quello che invece deve ancora arrivare, o meglio che vorresti arrivasse! Ci sono molte persone tuttavia “incastrate” mani e piedi nel proprio passato, non lo riescono a mollare, e non parlo solo di passato negativo, anzi, al contrario parlo di quel passato che è diventato un rifugio quando il presente o il futuro diventano difficili da affrontare. E’ li che si va, in quella situazione che ti ha reso felice, molto felice. Lo facciamo tutti, a volte volontariamente, altre volte entriamo in un negozio per comprare un capo d’abbigliamento e ci sparano su quella canzone che ci riporta in un attimo a quell’ estate dove ti sei divertito veramente come un matto, dove eri spensierato e tu, ti sentivi indistruttibile e capace di affrontare qualsiasi situazione col sorriso sulle labbra… Poi la canzone finisce… Torni a casa, apri il PC e cominci a postare foto di 10/20 anni fa su Facebook a taggare le persone nella foto e a scrivere “Ti ricordi?” “Dovremmo rifarlo!” “che serata!” Che vacanza!” “Che concerto!”

Cosa è cambiato da quel momento?

Ripensa a quel momento passato, dove più spesso di altri, torni con la mente e chiediti che cosa ti impedisce oggi di guardare avanti con lo stesso entusiasmo di quella situazione passata… Sono sicuro che l’elenco di motivi che stai facendo nella tua mente ora per rispondere alla domanda, è estremamente lungo ed altrettanto valido e, mentre i pensieri e le immagini si intrecciano fra di loro, ti stai rendendo conto che sei addirittura una persona migliore e con più competenze rispetto a quella situazione. Allora come mai non stai guardando e andando avanti? Probabilmente è la percezione dei giorni che passano, delle albe e dei tramonti che si susseguono, a darti l’idea che tu stia guardando avanti invece che restare fermo e fai bene a pensare questo, perchè una cosa è sicura, il tempo passa.

Le due strade

Dopo tante ore di conversazione ieri mattina, sono tornato poi a casa e ho cominciato a pensare. Perchè negli ultimi giorni mi sono accanito su questa cosa del passato? Credo perchè le decisioni che prendiamo nel presente e che prenderemo (O NON prenderemo) nel futuro, possono essere determinate dal nostro passato, se è questo è quello che vogliamo. Richard bandler, il Co-Creatore della PNL e per quel che mi riguarda Genio del nostro tempo, racconta tranquillamente degli errori che ha fatto nella sua vita e come altrettanto tranquillamente, appena si è reso conto che stava percorrendo la strada sbagliata, prendeva nuove decisioni che lo portavano immediatamente verso nuove e più funzionali direzioni. Purtroppo molte persone, partono a raffica con le 55 famose scuse, che trovi nell’ ultimo capitolo del libro di napoleon Hill Think and Grow Rich, ll quale ti segnalo essere stato scritto nel 1937, ma ancora molto attuale… E questa è la prima strada, raccontarti delle scuse per nona ndare avanti, per poterti rifugiare nel passato che ti ha fatto stare bene

E’ una tua scelta

Puoi decidere di andare avanti così, non è male in effetti. Quando non sei contento della tua vita, del tuo lavoro, Hai sempre un momento, un ricordo felice del tuo passato… Ma cosa stai perdendo? Credo che, ogni secondo speso nel passato, sia un secondo tolto a pianificare il tuo futuro.

Ieri mentre passeggiavo con questa persona ho chiesto: Che cos’è secondo te che impedisce alle persone di mettere una pietra sopra sul passato e di guardare avanti? NULLA! Non c’è nulla che te lo impedisce, davvero… Mentre camminavamo, non abbiamo trovato nessun motivo per non riuscire a guardare avanti, ti basta davvero riuscire a dire basta, un basta che ha la convinzione necessaria per smettere di vivere di ricordi e guardare avanti, creando nuovi momenti, nuove situazioni, disegnare il futuro che desideri ed avere la vita che tu vuoi… Perchè lo sai come vuoi che sia il tuo futuro vero? 😉

E’ quasi finito già il tuo Lunedì, farai meglio a guardare avanti…
Buon proseguimento di settimana allora.

R.M.

Il turbo nella vita

Turbo

Tempo di lettura per questo post: 3′ e 15″

Oggi riprendo ufficialmente a scrivere sul mio blog.

Non voglio fare promesse da marinaio, ed impegnarmi quindi a scrivere un post alla settimana, poichè ringraziando il cielo, sono molto impegnato in questo periodo, e quindi scriverò quando riuscirò… Ma quel che è certo, è che scriverò!

Ho appena portato mia figlia Rebecca per la prima volta nella sua vita al cinema, siamo andati a vedere TURBO il film della Dreamworks. Devo dire la verità, mi ha ricordato molto CARS, ma a parte le varie analogie, i messaggi che questo tipo di film danno, sono sempre molto validi e sicuramente positivi.

Come sanno molte persone che mi conoscono e che leggono questo blog, sono appena tornato da una delle esperienze più siginificative della mia vita, ho fatto un corso che credo mi abbia cambiato dentro, e sebbene mi sia già accaduto molte volte di cambiare, questa volta credo di essere cambiato davvero nel profondo, probabilmente, sono cambiato a livello inconscio, e per definizione il nostro inconscio, è il luogo più profondo ed anche sconosciuto della nostra mente, ma a quanto capito in questo corso appena svolto, è anche il più potente degli strumenti che abbiamo.

Sarà quindi anche per questo, e per il fatto che mi trovavo al cinema con mia figlia per la prima volta, che ha fatto si che in me tornasse la voglia di scrivere e di riflettere insieme a te che stai leggendo…

Il fatto è che da qualche giorno sono emotivamente sensibile, ho capito molte cose, soprattutto ho capito che non si è mai arrivati, non c’è mai un vero e proprio traguardo, ci sono delle tappe, o come le chiamano gli anglosassoni delle “Mile stones”, hai l’ illusione ogni tanto di essere arrivato da qualche parte, invece stai solo cominciando a capire qualcosa. Me lo aveva detto molto tempo fa il mio Maestro di Aikido, e lo ha ripetuto a me e ai miei compagni di corso, Richard Bandler qualche giorno fa a Brighton in UK poco prima di consegnarci il pezzo di carta dove vi era scritto che eravamo diventati Trainer di PNL.

Io in effetti ho cominciato a capire già da un po’ che ci vuole il TURBO nella vita, o quella che viene chiamata anche determinazione, perchè come nel film che ho visto oggi pomeriggio, può succedere che arrivino i corvi e decidano che quel giorno sarai il loro pranzo se non sei veloce a muoverti, se sei appunto una lumaca e pensi di essere arrivato e che la tua vita sia tutta li, nel giardino dove crescono i pomodori.

La buona notizia è che ognuno di noi ha dentro di sè il TURBO, ma se credi ancora che solo pochi ce l’hanno ed altri no, solo perchè ti hanno raccontato questa storia qualche anno fa, allora forse un giorno sarai tu il pranzo dei corvi, ma se come la lumaca Teo protagonista del film, invece credi che un giorno correrai alla 500 Miglia di Indianapolis, allora vedrai che ogni cosa sarà possibile e nessuno potrà fermarti.

Molte persone che hai incontrato nella tua vita ti hanno installato i dubbi, la mortificazione, il senso di colpa tanto amato da certe religioni e grande fonte di reddito per molte categorie professionali. Allo stesso tempo ti hanno installato anche la competizione, il fallimento, se non arrivi primo non sei nessuno.

Io credo che se fissi un obiettivo che vuoi raggiungere veramente, e se ci metti anima e corpo per perseguirlo, se usi il TURBO che hai dentro, incomincerai ad ottenere le cose e ti renderai soprattutto conto che la tua vita non è circoscritta al giardino di pomodori… Ecco quello che sto cominciando a capire io.

Quindi, come dicono le nuove generazioni, VAI e SPACCA!

Buona settimana, usa il TURBO, vedrai che cambiamenti!
R.M.

Sempre sul “pezzo”

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Eccomi qui, dopo una lunga assenza dal blog… Non per uno specifico motivo, semplicemente perchè dal mio ultimo post sono stato davvero impegnato. Solo dall’inizio dell’anno ho già preso 21 aerei, mi piace viaggiare ed anche se come dice mio padre “Come fai ad essere stanco che tanto l’aereo mica lo guidi tu” credetemi che è stancante dormire sempre in un posto diverso, passare i controlli con il PC e il trolley a seguito… Poi non posso negare i vantaggi che il mio lavoro mi da. Incontrare sempre gente nuova, di culture diverse, vedere posti nuovi, insomma tutte quelle aspettative che, quando si è giovani e ci si butta nel mondo del lavoro, si spera di poter avere. Io le ho avute, le ho…

Nell’ultimo anno mi sono sentito spesso dire che sono fortunato, ma le persone si dimenticano di dirmi per cosa… Credo che loro si riferiscano al fatto che ho un bel lavoro, ma quello fa parte del titolo del post di oggi. Io invece credo di essere fortunato perchè ho la salute, e la libertà (anche se non al 100%) di decidere della mia vita, due fortune inestimabili… Ma per il resto, il lavoro, l rapporti personali e quant’altro, sono frutto delle mie convinzioni, dei miei pensieri, dei miei comportamenti, di quello che faccio ogni giorno per fare un pezzo in più e migliorarmi… In questi giorni sono particolarmente stanco, perchè essere sempre sul pezzo, come si dice nello slang industriale, comporta fatica, devi essere sempre allineato con tutto quello che ti succede intorno, sia al lavoro che nella vita privata e se ce la fai, devi trovare quello che gli anglosassoni chiamano “work-life balancing” ossia il giusto equilibrio fra vita privata e vita lavorativa… bella sfida, se dai troppo a uno perdi l’altro e viceversa…

Quindi cosa fare? Pare che neanche la cara e sempre utile domanda “Che cos’è più importante in questo momento” attraverso la quale mi sono sempre dato una direzione anche nei momenti di smarrimento basti più, perchè tutto è importante. Mi sono reso conte che se molli una situazione, la perdi e devi fare il doppio dello sforzo per recuperarla!

Non c’è nulla da fare quindi, se non essere sempre sul pezzo, e fare quel miglio in più come ha scritto Sebastiano Zanolli  in un suo post qualche giorno fa anche quando non ce la fai più, anche quando non hai più saliva per sputare ne energie da spendere! Questo spiega ancora Sebastiano Zanolli, è quello che fanno le persone di successo, chi poi definisce il prorio successo, siamo solo noi. La nostra Società ci porta a pensare che l’ideale di successo sia fare una baraccata di soldi, ma il successo è soggettivo e molto, molto personale. Quello che è certo è che viviamo in un mondo competitivo, lo avevo scritto anche in un mio post prima di andare in vacanza l’estate scorsa… Pertanto, ci si deve battere, sgomitare, ed essere sempre sul pezzo, perchè se non ci stai tu ci starà qualcun’altro. Tu devi solo fare una cosa… decidere se stare sul pezzo oppure no, semplice vero?

Buon inizio di Primavera, la stagione che preferisco, perchè tutto si risveglia dal torpore, compresi noi esseri umani…

R.M.

Ritornare alle origini

Tempo di lettura di questo post: 3′ e 22″

Preso da mille cose era da un po’ che non scrivevo sul blog, più precisamente dal giorno del mio compleanno… ehhhh se ne sono successe di cose da allora! La mia vita continua ad essere intensa, a volte è dura andare avanti, altre volte è più semplice… Ma la costante resta sempre quella, andare avanti!

Tuttavia qualche settimana fa ho rivisto questa mia convinzione, non è sempre necessario andare avanti ad ogni costo, a volte è necessario guardare indietro, non per vedere come sei arrivato li, ma x capire da dove sei partito e capire qual’era lo spirito che ti ha fatto cominciare un determinato percorso.

Per esempio nel Marzo del 2007 ho cominciato a studiare con profonda “dedizione” la PNL, ed I miei Maestri possono testimoniare che Riccardo in aula = rottura di palle… 🙂 per il semplice motivo che ero convinto di non sapermi spiegare bene con le persone ne di essere in grado di capirle a fondo a mia volta.

Qualche settimana fa mi è successa una cosa che mi ha fatto pensare a quando, con lo spirito del perfetto principiante, io abbia fatto il mio practitioner in PNL (il livello base della PNL). Al di là di tante minkiate che si sentono in giro su questa materia, (che è un’americanata, che è manipolazione etc…) io credo che la PNL sia uno strumento che aiuti le persone a capire e farsi capire meglio punto e basta. Se ripenso a tutti i libri letti, i filmati visti, i corsi fatti, niente è stato più illuminante del mio primissimo corso, è li che ho allargato veramente la mia mappa, la mia visione, è li che ho fatto il salto vero e proprio.

Quando facevo Aikido un importante Maestro giapponese in un’intervista disse: “Quando pensi di aver capito lo spirito dell’Aikido, è il momento di tornare a praticare come quando eri un principiante”. Nulla di più vero, io negli ultimi tempi ho trascurato le basi, convinto di averle ormai assimilate alla perfezione e questo mi è costato in termini di problemi di comunicazione e di conseguente allontanamento da persone a me care.

Questa sera non voglio scrivere molto, allo stesso tempo vorrei condividere con le persone che leggono questo blog, quello che sono (secondo me) alcuni dei principi basi della PNL che avevo trascurato… Non c’è un ordine esatto, degli step da seguire, non posso dire 1 fai questo, 2 fai quell’altro etc… questa sarebbe un’americanata!!! Un manuale meccanico da seguire e la PNL non è questo, è un qualche cosa in continua evoluzione, che parte tuttavia da delle solide basi… E chiudo questo post stasera, raccontandoti quello che sempre secondo me è la cosa più importante quando comunichi con le persone…

Ascoltale davvero, qualcuno definisce “ascoltare davvero” come “ascolto attivo” o “ascolto empatico” vai oltre, pensa a qualcosa di più… Quello che ho capito io ad esempio è che si devi ascoltare davvero le persone mentre ti parlano, ma la svolta la fai quando dimostri loro due cose… Uno che le stai ascoltando davvero, due che non solo le stai ascoltando, ma dimostri loro che stai comprendendo quello che ti stanno dicendo… Credimi, non c’è strumento di comunicazione più potente al mondo, dimostrare ad una persona che la stai ascoltando e la stai comprendendo!

Come ci si arriva? Ci sono molte strade, io ad esempio ci riesco quando lascio da parte l’ostacolo più grosso da superare secondo Wayne Dyer ( e anche secondo me)… L’ EGO! Bisogna essere veramente interessati al proprio prossimo (ossia le persone che ci troviamo di fronte ogni giorno) per riuscire a comprenderle, capirle…

Non costa molto se ci pensi, devi solo lasciare da parte te stesso mentre una persona ti parla… o forse è questo che costa molto??? Tu che dici?

Buon fine settimana…
R.M.

I miei meravigliosi 35 anni

Tempo di lettura di questo post: 2 Minuti e 55 Secondi.

Oggi compio 35 anni.

Da qualche anno ormai il giorno del mio compleanno faccio una riflessione su quello che è successo nella mia vita in un anno esatto, ovvero dal mio ultimo compleanno. Beh, che dire, forse sarebbe necessario scrivere un libro per raccontare tutto quello che mi è successo nell’ultimo anno, ma senza scendere troppo nei particolari, posso dire di aver capito tre cose…

Chi legge il mio blog e mi conosce sa che io non credo ne alla fortuna ne alla sfortuna e credo invece che siano le decisioni che prendiamo e come ci relazioniamo con le persone e con il mondo a determinare quello che poi definiamo come fortuna o sfortuna, e anche quando ci “capita” qualcosa, anche qualcosa di davvero brutto e apparentemente insensato e fuori dal nostro controllo, quello di cui siamo ancora padroni, è decidere come rispondere a quello che ci sta capitando.

Perchè dico questo? Perchè la prima cosa che ho capito è che 35 anni fa mi è stata data una grande opportunità, e da quando ho capito questa cosa,purtroppo non molti anni fa, ho sempre cercato di vivere intensamente ogni giorno della mia esistenza con il fine di ringraziare chiunque Egli sia x il dono più bello ricevuto, il dono di poter rendere la mia vita, una vita meravigliosa!

Ti racconto un paio di cose di me… Sono nato negli anni 70, dove la ventosa e il forcipe venivano usati per fare meno fatica a tirare fuori i bambini quando nascevano, e ovviamente questi strumenti sono stati usati anche con me… Ho passato due settimane in un’ incubatrice tumefatto dal parto (Ho ancora i segni oggi) con una benda sugli occhi che se mi fossi sfilato mi avrebbe fatto diventare cieco per via della luce che scaldava il mio corpo, e le persone che mi vedevano in mezzo agli altri bambini si chiedevano se fossi normale (mia sorella se lo ricorda ancora oggi). Sono stato investito 3 volte mentre andavo in bicicletta e non mi sono mai fatto neanche un graffio, e molte altre cose alle quali solo io posso decidere che signicato attribuire ed io ho deciso che il significato era appunto quello di avere avuto un’opportunità, e cioè quella di rendere la mia vita meravigliosa.

La seconda cosa che ho capito è che devo continuamente (diciamo spesso) farmi la domanda che uno dei miei maestri nonchè più caro amico mi ha fatto qualche anno fa durante una delle nostre riflessioni… “Se domani dovessi morire, saresti contento di quello che è stata la tua vita?” E’ una domanda che fa decisamente riflettere, Covey nel suo libro ” Le 7 regole x avere successo” a questa tematica dedica un capitolo intero, chiamato “Comincia pensando dalla fine”. Pensa al giorno del tuo funerale, pensa alle persone che verranno per piangerti, e pensa di essere un fantasma e di poter ascoltare i discorsi di 3 persone per te davvero importanti. Come ti descriveranno? Che parole useranno per descrivere te e la tua vita? L’obiettivo di questo esercizio, non è capire cosa gli altri pensano di te, ma quello che in realtà tu vuoi essere, e come vuoi che sia la tua vita!

Ed infine la terza cosa che ho capito è che devo ringraziare tutte, ma proprio tutte tutte, le donne incontrate durante il mio cammino fino a qua. A cominciare da mia madre, la prima che ha sempre creduto in me senza mai dubitare neanche un attimo di quello che sarei potuto diventare nella vita, fino ad arrivare ad oggi.

Grazie Rebecca, figlia mia, che ogni giorno mi ricordi che siamo nati con tutte le risorse necessarie per rendere la nostra vita meravigliosa…

Oggi compio 35 anni, 35 meravigliosi anni…

R.M.

Resistere allo Stress

Tempo di letture di questo post: 3 Minuti e 40 Secondi

Sto passando un periodo molto difficile, sotto molti punti di vista. Non è la prima volta che mi succede di dover affrontare tante cose così tutte insieme, un anno fa infatti mi trovavo nella stessa condizione, seppur per motivi diversi da quelli che sto viveno in questo momento. Erano situazioni materiali, dove se ti fai consigliare da bravi consulenti e tiri fuori dei soldi, è probabile che tu ne esca indenne, anzi, con dei benefici come è successo poi a me. Mentre le situazioni di oggi sono ad un livello emotivo molto profondo, e non c’è nessuno al mondo che ti possa dire cosa fare o cosa non fare, come affrontare te stesso, lo sai solo tu…

Io tuttavia anche questa volta mi ritengo un privilegiato, oltre ad avere diversi amici veri, che NON mi consolano, ne provano a tirarmi su di morale, ma al contrario mi martellano e mi prendono a calci nel sedere con il fine di spronarmi a reagire, ho anche studiato molto per aiutare le persone che si trovano ad affrontare periodi come quello che sto attraversando, anche se quando si tratta di te stesso è come quando un parrucchiere cerca di tagliarsi i capelli da solo, li taglierà bene, ma per fare un buon lavoro ci metterà molto più tempo.

Mentre scrivo questo post, sto meglio rispetto a qualche settimana fa, tuttavia mi trovo ancora in una tempesta emotiva molto forte, e devo tenere bene il timone se voglio uscirne completamente.

Tutti ci troviamo ad attraversare periodi più o meno difficili, ed ognuno risponde a suo modo. Io credo essere questo il più difficile in assoluto ad oggi per quanto mi riguarda e ha fatto si che capissi molte cose su me stesso sulla mia vita, ma soprattutto, ho capito come sono riuscito a mantenere il timone (anche se x un attimo mi è scappato di mano) nonostante la tempesta emotiva perfetta, e l’obiettivo di questo post è quello di condividere con chi lo leggerà 5 semplici strumenti che ho trovato essere utili per riuscire a rialzarti, anche se un “gangio corto” al mento assestato dalla vita, ti ha fatto finire al tappeto e l’arbitro ha iniziato il conteggio.

1. Ricordati che la soluzione c’è… Ancora non la vedi, perchè nons ei lucido, ma stai pur certo che è li davanti a te. Continua a ripetertelo appena ti viene in mente, e vedrai che presto capirai dove portare la tua attenzione.

2. Vai oltre, decidi come sarà la tua vita a 6 mesi da oggi, all’inizio farai fatica, il cervello tende a proteggersi da dolore, ma vedrai che piano piano nella tua mente riuscirai a vedere te stesso che ha superato la situazione

3. Agisci. E’ un consiglio che mi è stato dato da una persona per me molto importante. Fai il giro del palazzo, monta una mensola, tieniti impegnato fisicamente, stancati mentalmente e fisicamente, arriva a sera non vedendo l’ora di dormire e magari prima di farlo chiudere la giornata con un respiro profondo e liberatorio, dicendoti che domani andrà sicuramente meglio.

4. Legato al punto 3. Fai attività fisica, vai a correre, a camminare, a nuotare, in bici, a giocare a calcetto con gli amici o a beach volley come ho fatto io. Insomma scaricati dallo stress!

5. Legato al punto 4 e 3. DORMI! La mente deve recuperare, se il tuo stato d’animo è stato ferito, ha bisogno anche lui di rimarginarsi e di riposare per guarire! Passeranno delle notti dove ti rigirerai nel letto, tu resta li, guarda il soffitto fino allo sfinimento, poi ti addormenterai…

In ultimo, la cosa più difficile da fare in assoluto, per quello non rientra nei 5 punti, è fuori classifica perchè è la cosa che se riesci a fare, ti tira fuori in 5 minuti da tutti i guai… DIVERTITI!!! Sorridi anche se non hai voglia, sforzati di uscire con le persone che ti fanno stare bene, all’inizio sarà difficile, vorrai solo tornare a casa e piangere e disperarti per i tuoi errori e dispiaceri, tu persisti, vedrai che poi riprenderai a divertirti sul serio…

Ti auguro una Domenica e una settimana speciale, per me lo sarà sicuramente, domani inizio un nuovo cammino e non vedo l’ora di godermi il viaggio!

R.M.